I mercati contadini entrano in sette ospedali della Toscana per promuovere la relazione profonda tra prevenzione, alimentazione e benessere e mettere in guardia i cittadini dal consumo dei cibi ultra processati. C’è un cibo buono, che protegge la nostra salute e che ci aiuta a vivere meglio e più a lungo, e c’è un cibo cattivo che, consumato abitualmente, ci fa ammalare. Dall’olio contraffatto che subisce manipolazioni e che viene miscelato per farlo diventare extravergine, passando per il grano trattato con il glifosate in pre-raccolta, una pratica consentita in altri Paesi extra-ue e vietata in Italia, agli alimenti di cui non si conosce l’origine. E poi i cibi industriali, poveri di qualità nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali, assemblati mettendo insieme decine di ingredienti chimici. Gli ultraformulati: energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine che tanto piacciono ai giovani, i più influenzabili e vulnerabili. Da questi prodotti bisogna stare alla larga. Obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore e patologie neurodegenerative, persino la fertilità sono tra gli effetti collaterali del consumo abituale di questi prodotti come testimoniato da studi e ricerche mediche.
A richiamare l’attenzione dei toscani è Coldiretti Toscana che per lanciare con efficacia il messaggio, ed insieme l’urgenza di cambiare di passo nelle politiche alimentari, ha portato i mercati dei produttori agricoli nei principali ospedali della regione. Sette le strutture ospedaliere che hanno ospitato l’iniziativa permettendo a centinaia di cittadini e allo stesso personale medico di fare la spesa direttamente dai produttori: San Giovanni di Dio di Firenze, Ospedale San Donato di Arezzo, Cisanello di Pisa, Ospedale del Cuore di Massa, Ospedale Misericordia di Grosseto, Azienda Ospedaliero Universitaria senese e Ospedale San Jacopo di Pistoia. Coinvolte complessivamente 70 aziende agricole.
Una campagna nazionale senza precedenti promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia che sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla prevenzione attraverso una corretta alimentazione e sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea come primo presidio di salute. Un messaggio sostenuto dal personale medico e dalle aziende sanitarie locali insieme alle istituzioni regionali e a numerosi sindaci che hanno preso parte attivamente alla giornata. Simbolo dell'iniziativa sono stati anche "I campioni della salute": un cesto di prodotti agricoli consegnato dal movimento Giovani Impresa Coldiretti al personale sanitario per sancire il patto tra agricoltura e medicina.
Mangiare sano è la prima regola per vivere in salute. Ne sono consapevoli anche i toscani. Per il 97% è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità anche se spesso faticano a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. L’88% vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti, tre toscani su quattro sono disposti a rinunciare ad alcuni dei principali cibi ultra processati come barrette (76,7%), snack (65,3%) e merendine (73,7%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un'alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa. Sono alcuni dei dati dell’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio” presentato in occasione dell’iniziativa che evidenziano però anche una certa “dipendenza” dal cibo industriale. Il 45% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani. Un altro rischio è quello della percezione distorta che il report racconta: il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto rispettivamente il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani.