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3 Novembre 2023
TEMPESTA CIARAN: CAMPI ALLAGATI, AZIENDE ISOLATE E SERRE SCOPERCHIATE. E’ STATO DI ALLERTA

Campi e vivai allagati, aziende isolate, serre, stalle e tetti scoperchiati, olivete ancora da raccogliere fatte cadere dal vento, alberi spezzati dalle raffiche che hanno soffiato oltre i 100 km/h, strade di accesso a terreni e stalle inaccessibili dal fango e danni alle strutture: non c’è pace per l’agricoltura toscana reduce da una annata agraria difficile a causa degli effetti degli stravolgimenti climatici che hanno tagliato i raccolti e gettato molte ombre sul futuro del settore. La violenta perturbazione portata dalla tempesta Ciaran che ha colpito la regione provocando l’esondazione di numerosi corsi d’acqua, inondazioni delle città e purtroppo la morte di tre persone e sei dispersi mette a nudo la fragilità di un territorio dove il 100% dei comuni si trova in aree a rischio idrogeologico. A dirlo è Coldiretti Toscana in seguito alla tragica ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione tra la giornata del 2 e la notte del 3 novembre. Il Governatore Giani ha dichiarato lo stato di emergenza regionale. In arrivo anche l’esercito. Coldiretti Toscana invita le aziende agricole a documentare i danni con foto e video i danni subiti.

“Il primo pensiero va alle vittime di questa tragica ondata di maltempo e a coloro che risultano ancora dispersi. Ci stringiamo ai loro famigliari. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – La situazione è molto complicata in molte aree della regione soprattutto a causa dell’esondazioni dei torrenti e dei corsi d’acqua che hanno allagato serre e campi già seminati con colture autunnali come cerali e favino, e delle fortissime raffiche di vento che ancora insistono lungo la zona di costa che hanno strappato coperture, troncato alberi e fatto cadere le olive che a questo punto non potranno più essere raccolte. Ci sono anche casi di aziende isolate per via di alcuni smottamenti come nella zona di Montemurlo al confine con Montale di Pistoia e di magazzini sommersi dall’acqua che hanno perso migliaia quintali di grano, oltre a semi e concimi. Siamo in stato di allerta. I nostri uffici zona si stanno mettendo in contatto con le aziende che si trovano nella aree interessate dalla tempesta per fornire l’assistenza necessaria e tutto l’aiuto di cui hanno bisogno”.

I grandi disagi causati dalla abbondanti precipitazioni e la frequenza degli eventi estremi sempre più caratterizzati da forti nubifragi e bombe d’acqua fanno emergere le criticità idrogeologiche di un territorio che prosegue purtroppo la sua pericolosa corsa al consumo di suolo con 141 mila ettari di aree ricoperte da cemento, strade, capannoni, di cui 400 nuovi ettari dal 2019 che da un lato contribuiscono all’aumento delle temperature soprattutto nelle aree urbane e dall’altro espongono la popolazione al rischio alluvioni con 930 mila cittadini che vivono in aree a rischio idraulico elevato e al rischio frane che invece riguarda complessivamente da vicino 1,5 milioni di persone.

Per questo – continua Coldiretti Toscana – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne. La perdita delle campagne pesa anche sull’approvvigionamento alimentare del Paese in un momento in cui peraltro l’incertezza e la guerra sta provocando difficoltà negli scambi commerciali favorendo le speculazioni. In Toscana il 40% della superficie agricola abbandonata tra il 2010 ed il 2020 si trova nelle zone montane dove viene a mancare la manutenzione idraulico-agraria, cura e controllo da parte degli agricoltori contribuendo al verificarsi di fenomeni franosi e di aggravare.

Per Coldiretti Toscana “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”. Ma servono anche investimenti grazie al Pnrr per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti.

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