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18 Ottobre 2022
ACCORDO INTESA SANPAOLO – COLDIRETTI: 200 MILIONI DI EURO ALL’AGRICOLTURA TOSCANA PER COGLIERE LE OPPORTUNITA’ DEL PNRR

Parte dalla Toscana il tour organizzato da Coldiretti e Intesa Sanpaolo per illustrare agli imprenditori agricoli l’accordo nazionale che prevede un plafond di 3 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro destinati a questa regione, per cogliere le opportunità dei bandi previsti dal PNRR per il settore, e gli altri pilastri su cui si fonderà la collaborazione.

L’evento, tenutosi a Firenze presso l’Innovation Center, è stato aperto dai saluti di Fabrizio Filippi, Presidente Regionale Coldiretti con a seguire la presentazione a cura di Rosa Maria Vitulano, Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sul tema “L’agro-alimentare italiano: sfide e opportunità di crescita”. A seguire un dibattito su argomenti di rilevanza nazionale tra Raffaele Borriello, Capo Area Legislativa e Relazioni Istituzionali di Coldiretti, e Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo.

Previsto un intervento di ISMEA a cura di Giorgio Venceslai, responsabile Servizi per le Imprese.

I contenuti dell’accordo sono stati illustrati da Angelo Corsetti, Direttore Coldiretti Toscana e a Massimiliano Ulivi, Direttore Area Agribusiness Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo.

“Il Pnrr è fondamentale per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale e noi siamo pronti per rendere l’agricoltura protagonista utilizzando al meglio i fondi a disposizione. – ha affermato il Presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi – In tale ottica, l’accordo con Intesa Sanpaolo rappresenta uno strumento importante per l’accesso al credito delle imprese agricole, sostenendo l’impegno dell’agroalimentare per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli sconvolgimenti che la guerra ha portato, hanno evidenziato come produrre cibo e non dipendere dall’estero sia un tema strategico di sicurezza nazionale per un Paese come l’Italia che deve ancora colmare il pesante deficit produttivo in molti settori importanti. In tale ottica il Piano rappresenta un’opportunità proprio per contribuire a raggiungere l’obiettivo di dimezzare la dipendenza dall’estero aumentando produzione, rese e sostenendo l’innovazione tecnologica e le sinergie di filiera. Ma l’agricoltura può contribuire anche alla promozione di reti energetiche alternative come il fotovoltaico. E’ significativo che il tour parta proprio dalla Toscana, regione simbolo del Made in Italy e dei primati delle produzioni certificate”. 

“Gli incontri che stiamo promuovendo sul territorio Coldiretti rispondono alla volontà comune di rafforzare il dialogo con gli imprenditori affinché colgano quanto prima l’opportunità di investire adesso per cambiare strutturalmente il modo di fare agricoltura, verso un futuro in cui la sostenibilità e l’innovazione tecnologica siano perfettamente integrate nel processo produttivo e di trasformazione – ha dichiarato Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo. – La Toscana ha un tessuto di piccole e medie imprese vivaci e di grande qualità, note in tutto il mondo per le loro eccellenze, frutto di un’imprenditoria sapiente dedita all’export e legata profondamente alla propria terra, su cui continua ad investire. Vogliamo accompagnare queste imprese a cogliere le opportunità del PNRR, per intraprendere una transizione sia green sia digitale che consenta loro di crescere e continuare a competere sul mercato.”

Contenuti dell’accordo

Le aree di intervento dell’accordo riguardano tutte le misure attraverso cui dare attuazione al programma delineato dal PNRR a sostegno dell’Agrosistema italiano attraverso importanti stanziamenti in misure a titolarità del MIPAAF, MITE, MISE, MIBAC e Min. Turismo. Vi sono ricompresi i bandi relativi ai “Parchi agrisolari” e all’“Innovazione e meccanizzazione”, ma anche gli interventi per una migliore gestione delle risorse idriche, per lo sviluppo della logistica e della capacità di stoccaggio e soprattutto per i contratti di filiera. Nello specifico il primo bando mira a favorire l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso la diffusione dell’istallazione di pannelli solari senza consumo del suolo, migliorando la competitività delle aziende agricole. Il secondo prevede di incrementare la sostenibilità di produzione e sicurezza alimentare, introdurre tecniche di agricoltura e di fertilizzazione di precisione, aumentare produttività e competitività delle filiere, a partire dall’ ammodernamento dei frantoi oleari. I contratti di filiera operano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare affiancando al contributo dello Stato, concesso per diverse tipologie di investimento, anche, se richiesto, un finanziamento agevolato abbinato al finanziamento della banca. Intesa Sanpaolo, nel merito, ha aderito alla convenzione MIPAAF-CDP relativa alla concessione di finanziamenti per la promozione dei Contratti di Filiera – V Bando e potrà quindi operare sia come banca finanziatrice, per le singole controparti beneficiarie, sia come banca autorizzata referente nei confronti del MIPAAF, per l’intero contratto di Filiera.

La misura si colloca nell’ambito della Missione 2 - “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del PNRR e mira a migliorare sia le prestazioni globali e la sostenibilità dell’azienda agricola attraverso una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione, sia l’ambiente naturale o le condizioni di igiene e di benessere animale.

A supporto dell’imprese agricole associate a Coldiretti, Intesa Sanpaolo individuerà le migliori soluzioni per facilitare l’accesso alle iniziative di sostegno pubblico, in particolare sia per ottenere l’anticipazione finanziaria dei contributi a fondo perduto, sia attraverso il rilascio degli impegni di firma necessari per abilitare l’inoltro della richiesta di anticipazione del contributo a fondo perduto al Ministero.

Inoltre, laddove il contributo pubblico non dovesse coprire l’intero ammontare dell’investimento, la banca affiancherà le aziende con finanziamenti la cui durata potrà arrivare fino a 30 anni ed importo fino al 100% della spesa, anche con garanzia sussidiaria ISMEA e Green di Sace.

Oltre al supporto ai bandi, Intesa Sanpaolo mette a disposizione gratuitamente delle imprese clienti “Incent now” la piattaforma digitale, frutto della collaborazione con Deloitte, che permette di avere informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei nell’ambito della pianificazione del PNRR.

Inoltre, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese di capitale associate anche i finanziamenti S-Loan Agribusiness per favorire gli investimenti in forme di tutela contro i rischi del cambiamento climatico e cogliere le principali opportunità derivanti dall’adozione di modelli di business più sostenibili. E’ previsto un meccanismo di premialità attraverso il riconoscimento di una riduzione del tasso del finanziamento a fronte del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Infine, per incentivare la diffusione di aziende agricole condotte da giovani imprenditori, anche attraverso il passaggio generazionale, Intesa Sanpaolo mette a disposizione soluzioni dedicate per supportare la fase di avvio dell’attività, lo sviluppo e la crescita, anche in coerenza con le azioni di sostegno pubbliche previste nell’ambito dei bandi del PNRR.

Completa il quadro la valorizzazione delle filiere produttive attraverso il Programma Sviluppo Filiere della banca che ha l’obiettivo di valutare le piccole e medie imprese, anche di piccolissime dimensioni, valorizzandone il posizionamento strategico all’interno delle catene di fornitura e sostenendole in qualità di fornitori chiave di aziende ‘capofiliere’, maggiormente dimensionate e con un migliore accesso al mercato di riferimento. Grazie a questo programma, le piccole e medie imprese agricole fornitrici strategiche del champion possono beneficiare dell’appartenenza alla filiera in termini di migliori condizioni di accesso al credito. Nel settore agro-alimentare sono stati attivati 170 contratti di filiera che coinvolgono oltre 6.500 fornitori, oltre 22.000 dipendenti del capofiliera, per un volume d’affari complessivo di 22 miliardi di euro.

Il tour Intesa Sanpaolo Coldiretti proseguirà in Veneto il 9 novembre per poi approdare a Napoli il 25 novembre con l’intervento di Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo e Ettore Prandini, Presidente Coldiretti. La tappa di dicembre è prevista mercoledì 14 a Torino per proseguire nel nuovo anno nelle principali città italiane.

 

Scenario e trend con focus sulla Toscana – A cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

I primati dell’Italia in campo agro-alimentare si esprimono anche e soprattutto in termini di qualità delle produzioni: l’Italia è infatti il primo paese per numero di certificazioni di origine DOP, IGP e STG, con 315 produzioni nel comparto dei Cibi e 560 nei Vini. La Toscana è la prima regione italiana (ex aequo con il Veneto) per certificazioni di qualità DOP/IGP con ben 92 prodotti (tra cui 34 cibi e 58 vini), ed è quinta per impatto della DOP Economy con un valore della produzione di 1,15 miliardi di euro nel 2020 (di cui 1 miliardo nei vini) (fonte Rapporto Ismea – Fondazione Qualivita).

L’Olio Toscano IGP è il primo in Italia per valore della produzione tra gli oli certificati; la Cinta senese DOP è nella Top five dei prodotti a base di carne; Chianti DOP, Chianti classico DOP, Brunello di Montalcino DOP, Toscano IGP sono nei primi 20 vini DOP/IGP italiani per impatto economico. Tra le specializzazioni del territorio toscano, oltre l’olivicoltura (la Toscana è infatti, con 85 mila ettari, la quarta regione in Italia per superfici destinate a olive da olio), ricordiamo anche il florovivaismo: è infatti la prima regione italiana per numero di vivai, e seconda (dopo la Liguria) per imprese specializzate nella coltivazione di fiori e piante ornamentali.

L’export del settore agroalimentare italiano è cresciuto molto negli ultimi anni, non si è fermato neanche durante la pandemia e nel 2021 ha superato per la prima volta il traguardo dei 50 miliardi di euro. Tutto questo è stato possibile grazie alla specializzazione dell’Italia a livello mondiale nei prodotti di qualità e in particolare nella fascia alta.

Il nostro Paese infatti è il sesto esportatore mondiale di prodotti agro-alimentari trasformati, ma se consideriamo solo la fascia alta di prezzo, il top di gamma, l’Italia guadagna due posizioni e sale in quarta posizione. In alcune filiere, poi, la specializzazione nella fascia di prezzo più alta è particolarmente spiccata, come ad esempio per la pasta e prodotti da forno, dove l’Italia è il primo esportatore mondiale in fascia alta con una quota del 17%, ma anche nei formaggi, dove la quota di mercato arriva al 12%.

Un prodotto “alfiere” del Made in Italy nel mondo è il vino. L’Italia è il primo produttore mondiale di vino, con oltre 50 milioni di ettolitri, secondo per export in valore, con 7,1 miliardi di euro nel 2021, dopo la Francia che ha totalizzato 11 miliardi, ma sta crescendo molto sulla fascia alta grazie alla valorizzazione del territorio. In Toscana nel 2021 sono stati prodotti 2,2 milioni di ettolitri di vino, oltre il 90% certificati Dop/IGP; è inoltre la terza regione italiana per export di vino (dopo Veneto e Piemonte) con oltre 1,1 miliardi di euro esportati nel 2021.

Sui mercati internazionali, l’export agro-alimentare della Toscana ha avuto un’ottima evoluzione dal 2008 ad oggi, passando da circa 1,6 miliardi di euro a oltre 2,9 nel 2021 (+86% nel periodo). La Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo monitora in regione 3 distretti dell’agro-alimentare specializzati nelle filiere dei vini, dell’olio e del florovivaismo. Tutti i distretti hanno recuperato nel 2021 i livelli del pre-pandemia, ed hanno continuato su un trend positivo anche nel primo semestre del 2022. Il distretto dei Vini dei colli fiorentini e senesi, dopo aver subito un lieve ridimensionamento nel 2020 (-4,9% rispetto al 2019) a causa delle restrizioni pandemiche, ha più che recuperato nel 2021 con una crescita a due cifre (+20,7%) ed ha proseguito sullo stesso sentiero anche nel primo semestre del 2022 (+15,8%). Anche il distretto dell’Olio toscano, dopo l’ottimo risultato del 2020 (+12,1%) e un 2021 chiuso sugli stessi livelli, registra una forte accelerazione nel primo semestre del 2022 (+32,3% tendenziale) in parte spiegata anche dalla dinamica inflazionistica: l’indice dei prezzi alla produzione sui mercati esteri per il comparto degli oli e grassi ha subito, nel primo semestre del 2022, un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2021. Infine, lieve contrazione nei primi sei mesi del 2022 per il distretto Florovivaistico di Pistoia (-1,4% tendenziale), una fisiologica battuta d’arresto dopo il forte progresso del 2021 (+30,6%).

La sostenibilità è una delle grandi sfide per il futuro del settore: l’agro-alimentare ha dato prova di resilienza nel momento più difficile della pandemia, e nell’attuale contesto diventa ancora più cruciale il tema della sicurezza alimentare, intesa non soltanto come cibo buono e sano ma anche sostenibile e disponibile, ad un giusto prezzo, anche per i paesi meno auto-sufficienti dal punto di vista alimentare. Gli investimenti in tecnologia 4.0 e digitalizzazione saranno cruciali, e per questi resta il sostegno del PNRR cha ha messo a disposizione 6,8 miliardi per rendere più produttivo, più digitale e più sostenibile la produzione agro-alimentare italiana.

Questi investimenti assumono una rilevanza ancora maggiore nell’attuale scenario economico. Il settore agro-alimentare è tra i più colpiti dalla crisi energetica e dalla carenza di alcune materie prime causata dal conflitto in Ucraina.

Le imprese del settore stanno mostrando una buona capacità di reazione: oltre a rivedere al rialzo i prezzi, hanno puntato con ancora più decisione e più intensamente di quanto si sia osservato nel resto dell’economia italiana sugli investimenti nelle rinnovabili, sull’efficientamento dei processi produttivi e sulla riduzione dei consumi e degli scarti di produzione. Si osserva una crescente propensione a diversificare i mercati di sbocco e, soprattutto, ad accrescere la presenza commerciale sul mercato nord americano (in evidenza soprattutto i produttori di vino), ma anche in Asia. In Toscana risulta molto più adottata rispetto alla media nazionale non solo la diversificazione dei mercati di vendita, ma anche il potenziamento dei magazzini e le partnership con i fornitori.

 

 

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una

significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth

Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech. Una banca efficiente e resiliente, è

capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025,

115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto

delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni

Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività

assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del

patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.

News: group.intesasanpaolo.com/it/sala-stampa/news Twitter: @intesasanpaolo LinkedIn: linkedin.com/company/intesa-sanpaolo

 

Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati, la Coldiretti è la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 97 federazioni interprovinciali e provinciali, 724 Uffici di Zona e 5.668 sezioni comunali. Un’organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare, e promuove la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte quasi ventimila punti tra fattorie, mercati, agriturismi, botteghe, ristoranti e orti urbani, la più grande rete a km zero a livello europeo.

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