5 Agosto 2020
ACQUA: COLDIRETTI TOSCANA, ‘PATTO DI LEGISLATURA’ PER POTENZIARE INFRASTRUTTURE IRRIGUE; OGGI COSTI ESORBITANTI PER AGRICOLTORI
E’ un ‘Patto di legislatura’ quello che propone Coldiretti Toscana per potenziare le infrastrutture irrigue, perché la Toscana ha bisogno di acqua che non deve avere costi stellari, quando per le carenze infrastrutturali e le reti colabrodo viene perso l’89% della pioggia caduta. E’ quanto chiede Coldiretti Toscana, per dare una sterzata alla gestione irrigua, preservando la continuità occupazionale, nel corso dell’incontro voluto da Coldiretti con ANBI Toscana tenutosi ieri.
“Un incontro volutamente operativo finalizzato ad individuare gli strumenti per intercettare le ingenti risorse messe a disposizione per nuove infrastrutture, ma anche un forte posizionamento comune su quello che rappresenta il paradosso dell’Ente Acque Umbre Toscane per il quale è indispensabile ottenere il trasferimento delle competenze al Sistema dei Consorzi di Bonifica, garantendo una continuità occupazionale, anche per sollevare almeno parzialmente gli agricoltori dei gravosi costi a loro carico. È necessario inoltre rivedere il regolamento sul deflusso minimo vitale che così come è pensato non garantisce all’agricoltura le risorse idriche indispensabili per la produzione di cibo. Bisogna realizzare bacini di accumulo, con la regia dei Consorzi di bonifica. La Toscana ha bisogno di acqua, ha bisogno di cogliere tutte le opportunità che il Governo sta mettendo in campo per rispondere ad una domanda di acqua in agricoltura ormai ineludibile”, ha detto il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi, nel corso dell’incontro a cui ha partecipato il direttore di ANBI, Massimo Gargano.
Consistenti le risorse a disposizione da utilizzare a beneficio delle infrastrutture irrigue – aggiunge Coldiretti Toscana – dal Bando del Fondo Sociale da 83 mln euro ai 500 milioni di euro per i mutui contenuti nel Dl Rilancio, dal Fondo di Progettazione da 12 mln euro fino al Green Deal che prevede 1000 miliardi di euro in 10 anni, oltre al Piano invasi da 50 milioni di euro.
Per Coldiretti Toscana il piano di rilancio va articolato sul rafforzamento di tutte le progettualità in grado di ampliare la superficie irrigabile per ottenere una agricoltura di qualità con maggior valore aggiunto in grado anche di sviluppare maggiore occupazione e su forti investimenti per il contenimento del rischio idrogeologico perseguendo strategie per la realizzazione di opere che recuperino le acque, traguardando l’obiettivo di ottenere il doppio risultato della corretta gestione delle acque e lo sfruttamento di queste a fini produttivi. “Serve una stretta sulla progettazione sinergica di tutte le iniziative per intercettare fondi a livello nazionale, da utilizzare per contrastare il rischio idrogeologico, con i Consorzi di Bonifica della Toscana in grado di giocare un ruolo fondamentale, in stretta collaborazione con ANBI, tutto questo accompagnato da una forte richiesta di semplificazione burocratica. ”, ha insistito il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti.
Il piano di rilancio della gestione irrigua andrà declinato sull’intero territorio regionale – conclude Coldiretti Toscana - prendendo ad esempio percorsi performanti, in grado di rendere competitive le imprese della nostra regione al pari dei territori confinanti in termini di costi per l’acqua irrigua.

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