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30 Gennaio 2023
AGRICOLTURA: EFFETTO GUERRA, +23,6% COSTI COLPISCE CAMPI E SPESA

Per effetto dei rincari energetici i costi di produzione delle 50 mila aziende agricole toscane sono aumentati del 23,1% nel 2022 con un impatto devastante sui bilanci e sulla spesa dei consumatori. E’ quanto afferma Coldiretti Toscana sulla base della stima preliminare dei conti economici dell’agricoltura dell’Istat. Durante l’anno – sottolinea Coldiretti Toscana - sono aumentati sensibilmente i prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori (+23,6%) con balzi che riguardano i fertilizzanti (+63,4%), i prodotti energetici (+49,7%) e gli alimenti per animali (+25,1%) secondo l’Istat.

L’incremento dei costi si è ampliato e consolidato nel corso del 2022 in buona parte – precisa Coldiretti Toscana - per le conseguenze del conflitto in atto in Ucraina che ha prodotto una forte instabilità dei mercati internazionali delle materie prime agricole e dei prodotti energetici. Le imprese agricole - precisa Coldiretti Toscana - sono state infatti costrette ad assorbire gran parte dell’aumento dei costi come dimostra il fatto che l’inflazione media per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche è salita dell’8,2% nel 2022. La pandemia prima e la guerra poi hanno dimostrato che la globalizzazione spinta ha fallito e servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall’estero e garantiscono un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori. Secondo Coldiretti Toscana è necessario “raddoppiare da 5 a 10 miliardi le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell’Europa”. Per combattere la speculazione sui prezzi con una più equa distribuzione del valore lungo la filiera per tutelare i consumatori ed il reddito degli agricoltori dalle pratiche sleali Coldiretti ha presentato, a livello nazionale, nell’ambito del Pnrr progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura con più di 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti.

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