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12 Novembre 2009
AGRI@TOUR: cena a km 0 per “parlare” rigorosamente toscano

L’agriturismo? E’ il miglior biglietto da visita, per presentare, far conoscere e assaggiare i prodotti del territorio. Così Agri@tour, vetrina dell’offerta agrituristica, diventa il palcoscenico ideale per scoprire il meglio del made in Italy. Il vero made in Italy, dalla terra alla tavola.

Così la cena di gala, in programma venerdi 13 presso il quartiere fieristico aretino, per la prima volta, sarà una cena a km 0 e “parlerà” rigorosamente toscano.

Agli ospiti della cerimonia che, come sempre, accompagna il debutto della manifestazione, saranno serviti solo piatti e prodotti regionali. E a documentarne la reale identità e origine delle pietanze servite saranno proprio gli agricoltori di Coldiretti Toscana, che hanno fornito gli ingredienti per il gustoso e tradizionale menù, capace di rappresentare nel piatto e nel bicchiere la ricchezza enogastronomica e la qualità agroalimentare di tutte e dieci le province.
“L’iniziativa – spiega Tulio Marcelli, Presidente nazionale di Terranostra e presidente regionale di Coldiretti – nasce per valorizzare l’agricoltura toscana e gli alimenti che produce, tutti accomunati da un alto livello di qualità e salubrità. Preferire il made in Tuscany, ovvero i prodotti a km 0 rispetto a quelli che, per raggiungere le nostre tavole, devono percorrere distanze enormi, diventa anche una scelta etica: è un modo per contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico. Il viavai di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, per far arrivare nei nostri piatti pietanze esotiche o, peggio ancora, materie prime, che possono essere allevate e coltivate nel nostro paese, porta all'emissione di grandi quantitativi di C02 e concorre a generare l’effetto serra che sta mettendo a dura prova il pianeta”, spiega Marcelli e aggiunge: “Ricordiamo inoltre che, con la filiera corta e il rapporto diretto produttore-consumatore o, come in questo caso, produttore-ristoratore, insieme allo smog, si abbattono i rischi alimentari perché i prodotti sono  garantiti da normative che tutelano a pieno la salute del consumatore; si riducono i trasporti e dunque si guadagna in freschezza;  si tagliano i costi per la logistica e per tutti i passaggi che, nella filiera lunga, contribuiscono a far lievitare i prezzi al consumo, senza assicurare, per contro, alcun beneficio economico a chi produce.  Proprio per coniugare qualità, freschezza, salubrità e risparmio, Coldiretti ha lanciato il suo progetto economico: un progetto importante per l’agricoltura italiana, incentrato sulla vendita diretta,  nei mercati, nei negozi aziendali, negli agriturismi, nella fornitura di prodotti alla ristorazione privata e collettiva… Un sistema organizzato volto a coniugare le necessità del consumatore di fare la spesa agroalimentare, acquistando qualità a prezzi giusti, con quelle del produttore di migliorare il suo margine di guadagno, oggi eroso dai numerosi e spesso ingiustificati passaggi intermedi”.
Ed ecco allora l’idea di servire agli ospiti della cena di gala di Agri@tour un  menù toscano, preparato solo con ingredienti toscani, proprio come accade negli agriturismi della regione.
L’esplorazione del territorio attraverso il gusto parte, e non poteva essere diversamente, dal territorio che ospita la manifestazione. Sono aretini l’extravergine nuovo usato per preparare l’immancabile fettunta e l’assortimento di salumi; si prosegue, negli antipasti, con assaggi di pecorini fiorentini e senesi. Ancora dal Mugello arrivano la ricotta fresca, il raveggiolo e le verdure (sedano, cavolfiore e cipolla) serviti fritti, come vuole la tradizione.
Parla sempre fiorentino il piatto d’entrata: uno sformatino di gobbi con vellulata di pecorino e pinoli tostani.
Poi si passa ai primi piatti: l’immancabile zuppa con il farro della Garfagnana e i topini a base di patate di Cetica, conditi con ragù di carni mugellane.
Per secondo, un piatto povero ma gustosissimo, servito con un contorno “prezioso”: è il Peposo dell’Impruneta, muscolo di manzo cotto a lungo e a calore moderato, abbinato per l’occasione ai fagioli di Sorana, una rara prelibatezza della montagna pistoiese.
Si chiude in bellezza con tris di dolci: lo storico gattò all’aretina, il castagnaccio con le castagne della Garfagnana e i cantuccini in arrivo da Prato, tutto bagnato con ottimo vinsanto dell’area pisana-livornese.
Nel bicchiere, tre tra i più celebri vini: il Chianti Docg, il Morellino di Scansano e, con gli antipasti, la Vernaccia di San Gimignano, offerti, come il vinsanto, da Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti che, insieme alla Fondazione Campagna Amica, ha, tra le sue mission la valorizzazione dell’agriturismo e della cultura e delle tradizioni rurali.

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