28 Aprile 2008
BIETICOLTORI SUL PIEDE DI GUERRA

Coldiretti Toscana chiama in causa la Regione
 
Gli ex bieticoltori restano al… palo, senza più poter coltivare il loro prodotto  e senza gli strumenti per poter riconvertire i terreni, una volta destinati alle barbabietole da zucchero. A denunciare la difficile situazione, in cui si dibattono centinaia di aziende toscane, è Coldiretti. “Esiste un profondo disagio tra gli imprenditori agricoli che, con la chiusura dell’unico zuccherificio presente in Toscana, hanno dovuto cessare una produzione ormai consolidata, attività, a cui si erano dedicati nel passato, strutturando le aziende anche con importanti investimenti. I bieticoltori toscani fino al 2005 coltivavano circa 8.000 ettari di terreno, da cui ricavavano 3 milioni di quintali di barbabietole da zucchero. Oggi che l’ex zuccherificio sta per essere trasformato in una mega centrale per la produzione di energia da biomasse, versano in forti difficoltà. Per stare sul mercato avrebbero bisogno di riconvertire velocemente le aziende, operazione costosa per la quale momentaneamente non possono contare su alcun aiuto”, spiega il presidente di Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli.  Al danno, insomma, si aggiunge la beffa per i numerosi imprenditori che, pur avendo a disposizione risorse "riservate” da parte dell’Unione Europea, non hanno ancora gli strumenti necessari per poterle utilizzare. Il problema? Nasce dalla Regione Toscana, che ritarda a fornire loro la “chiave di accesso”, come spiega il direttore Prisco Lucio Sorbo. “Esiste un regolamento comunitario – dice – che prevede aiuti per le aziende, coinvolte nella chiusura delle industrie dello zucchero, attraverso interventi di sostegno per gli investimenti di riconversione. In Toscana la disponibilità è di 3 milioni e 700.000 euro. Le risorse dunque ci sono. Ma le imprese non possono utilizzarle, fino a quando la Regione non emanerà l’apposito bando, che tarda a venire. Intanto queste realtà non possono accedere neppure ai finanziamenti, resi disponibili a tutti gli imprenditori agricoli della Regione dalla misura del piano di sviluppo rurale, relativa all’ammodernamento delle aziende agricole, già operativa dall’inizio di aprile. Per loro resta off limits fino a quando non saranno esauriti i fondi per la diversificazione, messi a disposizione dall’apposito regolamento comunitario”. Ironia della sorte, insomma, proprio chi aveva maggior bisogno di una mano resta… senza aiuto. Una situazione ripetutamente denunciata da Coldiretti che, ancora una volta torna alla carica, chiedendo un intervento tempestivo da parte della Regione Toscana: gli amministratori infatti, dopo aver seguito attivamente la ristrutturazione industriale dell’ex Zuccherificio Sadam, sembrano meno sensibili ai problemi dei produttori agricoli. Intanto tra gli ex bieticoltori monta la protesta che, senza risposte adeguate, potrebbe tradursi in  vero e proprio stato di mobilitazione.

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