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2 Ottobre 2008
Coltivatori diretti più tutelati contro le malattie professionali

I coltivatori diretti, coloni e mezzadri che contraggono una malattia a causa del lavoro svolto o dei materiali utilizzati (es. esposizione a sostanze dannose, rumore, ecc.) possono ottenere il riconoscimento della malattia professionale e in presenza di determinate condizioni il conseguente indennizzo economico da parte dell’Inail.
Le malattie professionali si differenziano dagli infortuni sul lavoro in quanto sono originate da una causa lenta e prolungata nel tempo (es. il lento processo di assorbimento di sostanze tossiche da parte dell’organismo), mentre l’infortunio sul lavoro si caratterizza per una causa violenta e improvvisa (es. una caduta dall’alto).
Le malattie di origine professionale riconosciute dalla Legge sono elencate in una tabella e sono associate a una o più attività lavorative. Se la malattia denunciata rientra in questo elenco il lavoratore, per vedersi riconoscere il relativo indennizzo, deve solo dimostrare di aver svolto in modo non occasionale una delle attività che in base alla tabella espongono al rischio di quella malattia.
A luglio scorso questo elenco è stato aggiornato con il riconoscimento di nuove malattie, tra cui per l’agricoltura menzioniamo: quelle causate da radiazioni solari, per le lavorazioni svolte prevalentemente all’aperto; l’ipoacusia da rumore per le lavorazioni che comportano l’esposizione a livelli di rumore superiori a 80 dB; l’ernia discale lombare causata da lavorazioni, svolte con macchine che espongono a vibrazioni trasmesse al corpo intero: trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente; malattie da sovraccarico degli arti tendiniti e sindrome del tunnel carpale, ecc.).
Sono comunque indennizzabili dall’Inail anche le malattie non presenti nella tabella di Legge: in tal caso, però, il lavoratore deve dimostrare l’origine lavorativa della malattia.
In ogni caso, per i coltivatori diretti le prestazioni economiche sono condizionate alla regolare iscrizione negli elenchi Inps e, per i titolari di azienda, anche al regolare versamento della contribuzione Inail, la cui riscossione è affidata all’Inps, unitamente ai contributi previdenziali.
Per completezza ricordiamo che nel settore agricolo oltre ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri sono assicurati all’Inail anche gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato. Sono, invece, esclusi dall’assicurazione INAIL gli imprenditori agricoli professionali (in quanto non versano la relativa contribuzione) e gli impiegati agricoli che sono assicurati all’Enpaia.
Data la complessità della materia e le possibili ricadute per le aziende (applicazione della Rivalsa Inail) è necessario che in caso di sospetta malattia professionale gli interessati prendano contatto tempestivamente con gli uffici del patronato EPACA.
Gli operatori forniranno tutta l’assistenza necessaria, provvedendo in primo luogo ad inviare la denuncia all’Inail al fine di evitare l’applicazione delle sanzioni di legge e offrendo al contempo un servizio gratuito di consulenza medico legale qualificata.
Per conoscere l’ufficio Epaca più vicino si può telefonare al numero verde 800.667711 o visitare il sito Internet http://www.epaca.it/.

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