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19 Novembre 2009
CONSUMI: IN TOSCANA SI MOLTIPLICANO I PUNTI VENDITA FIRMATI CAMPAGNA AMICA

INTERVISTA DI  TOSCANAOGGI A TULIO MARCELLI

Anche in Toscana avanza la rete dei mercati degli agricoltori firmati “campagna amica”, dove è possibile acquistare direttamente prodotti provenienti dagli allevamenti e dalle coltivazioni della nostra regione: rappresenta un tassello importante del grande progetto economico per il paese, lanciato dalla più prestigiosa organizzazione agricola, lo scorso 30 aprile a Roma.
 Dalla primavera scorsa,  sul territorio regionale sono decollati ben 12 mercati di Campagna Amica, altrettanti prenderanno il via entro al fine del 2009. I numeri insomma stanno crescendo esponenzialmente, insieme all’interesse dei consumatori che, sui banchi degli agricoltori, riescono trovano qualità, risparmio e sicurezza.
L’obiettivo dell’iniziativa infatti è proprio questo: combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola;  garantire la certezza dell’origine, smascherando  il falso Made in Italy;  accorciare la filiera che, con i lunghi passaggi e le sue distorsioni, finisce per moltiplicare i prezzi, senza produrre alcun beneficio economico per l’agricoltore.
A tirare le somme sotto la crescita della più importante rete di vendita diretta attivata nella regione è il Presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli, imprenditore agricolo aretino che partecipa attivamente al progetto. Con la sua azienda agricola, infatti, ha aderito ad Agrimercato Arezzo, l’associazione che ha il compito di organizzare e gestire i mercati che si svolgono sul territorio aretino.
 “La mission che vogliamo raggiungere con il progetto Per una filiera agricola tutta italiana è chiaro: offrire ai consumatori prodotti agricoli al “cento per cento italiani” senza trucchi, firmati dagli agricoltori,  attraverso una estesa rete commerciale nazionale destinata a raggiungere numeri importanti: duemila mercati di campagna amica, duemila punti di vendita di cooperative, mille di consorzi agrari, cinquemila agriturismi e diecimila aziende agricole. Coinvolgerà inoltre la rete della ristorazione a chilometri zero, privata e collettiva, e la distribuzione tradizionale disposta a  partecipare. In ogni città ci sarà insomma l’opportunità di acquistare i prodotti dell'agricoltura italiana al miglior rapporto qualità/prezzo”, spiega il Presidente di Coldiretti, a cui abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio la strategia che l’organizzazione ha cominciato ad attuare.

L'aumento dei prezzi di alcuni generi alimentari sta suscitando clamori e polemiche. Dal campo alla tavola si parla di prezzi che  aumentano fino a cinque o sei volte.
“Il prezzo del grano e del latte alla stalla è più basso oggi di quanto non fosse all'inizio dell'anno. Pertanto, il costo delle materie prime agricole non offre alcun alibi per gli aumenti della pasta, del latte e del formaggio che hanno evidenziato brusche impennate. Gli aumenti sono da attribuire alle distorsioni della filiera distributiva e ai suoi infiniti passaggi che contribuiscono a gonfiare le richieste. Per questo Coldiretti sta lavorando per ridurre la filiera con una serie di iniziative, tra cui spiccano i mercati contadini e i punti di vendita diretta”.

Cosa sono i mercati contadini più conosciuti con il nome di Farmer's Market?
Sono momenti di vendita diretta, introdotti dal provvedimento della Camera che ha convertito in legge il decreto del governo su "Interventi urgenti in agricoltura", per la destinazione da parte dei comuni di aree riservati alla vendita diretta degli agricoltori.  L’iniziativa è nata per favorire il rapporto tra imprese agricole e  consumatori; valorizzare nella distribuzione commerciale la produzione locale; facilitare lo sviluppo economico del Made in Italy e assicurare una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale".
Come nasce l’idea di valorizzare i prodotti a Km zero con i mercati di Campagna Amica?
“I mercati di Campagna Amica sono i mercati contadini promossi da Coldiretti e fanno parte di un progetto ben più ambizioso e ampio che punta a creare la più imponente rete di vendita diretta organizzata, come alternativa alla distruzione tradizionale. L’accorciamento della filiera infatti diventa l’unico strumento efficace  per ridimensionare i passaggi e, con essi, i costi che si moltiplicano negli interminabili passaggi dalla terra alla tavola. Solo così si possono  eliminare o ridurre le diseconomie che finiscono per pesare sulle tasche dei cittadini, senza contribuire a migliorare il reddito delle imprese agricole. Una nostra recente indagine infatti conferma che, fatto cento il prezzo di un prodotto agroalimentare, solo il 19 per cento va a remunerare il lavoro dell’imprenditore agricolo. Il resto viene inghiottito dall’industria e dal settore del commercio e dei servizi. Il  rapporto diretto tra produttore e consumatore diventa così punto di riferimento per chi vuole comprare risparmiando, e per chi vende, che può migliorare il suo reddito pur offrendo i prodotti a prezzi più contenuti. Attenzione però, la filiera corta ha molte sfaccettature”.

Appunto. Che differenza c’è tra i Mercati di Campagna Amica e i Mercatali che si sono diffusi e affermati nella nostra regione?
“I Mercati di Campagna Amica si ispirano a un modello ben preciso: i mercati contadini, così come vengono definiti e inquadrati dal decreto n.301 del 29 dicembre 2007. Sono quindi mercati riservati agli agricoltori che vendono direttamente i loro prodotti. I Mercatali sono altra cosa: sono iniziative che tendono a ridimensionare la filiera, ma, aperti anche ai trasformatori, agli artigiani e ai commercianti, assolvono il ruolo di vetrina di un territorio. Niente a che vedere con la risposta strutturata, prevista dal provvedimento nazionale, che consente, all’impresa, di avere un mercato di riferimento duraturo e continuativo e, al consumatore, una risposta costante al bisogno di reperire alimenti di qualità a prezzi accessibili. I Mercati di Campagna Amica non sono solo ed unicamente un momento di folklore e di promozione del territorio, ma  rappresentano una concreta opportunità di business per chi vende e per chi acquista. Ci auguriamo che le amministrazioni locali mostrino sensibilità e interesse alle proposte operative che stiamo studiando e che ci accompagnino in questa operazione di avviamento di iniziative, che non intendono annullare le manifestazioni già calendarizzate, ma si pongono un obiettivo sociale ed economico diverso e importante”.

I consumatori hanno apprezzato i mercati di Campagna Amica?
“Dai cittadini abbiamo avuto una splendida accoglienza, che è andata ben oltre le nostre aspettative, a conferma dell’interesse che esiste attorno a un forma di acquisto più consapevole. Non a caso il rapporto diretto produttore/consumatore è l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita, tanto che, quest’anno, ha superato nei risultati anche hard discount e ipermercati. Un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmio con il bisogno di qualità, certezza dell’origine, salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Secondo un’indagine curata da Swg-Coldiretti, emerge infatti che le principali motivazioni di acquisto dall'agricoltore sono la genuinità (63 per cento) dei prodotti, dalla ricerca di sapori che solo la freschezza degli alimenti può dare (39 per cento), dal risparmio (28 per cento). Ma l’esperienza dei Mercati di Campagna Amica sta riscuotendo un interesse sempre maggiore anche tra le imprese agricole che oggi si candidano numerose ad entrare all’interno di Agrimercato, le associazioni che gestiscono e organizzano le iniziative di vendita diretta sui vari territori.

Quali sono gli impegni che si assume un agricoltore quando entra nella rete di Campagna Amica?
I prodotti a Km zero si vendono solo nei farmers market o avete altre strategie di valorizzazione del prodotto toscano?
I Mercati di Campagna Amica sono solo il primo tassello di un progetto ampio che punta alla complessiva valorizzazione del prodotto toscano. Particolare attenzione viene riposta sulla ristorazione collettiva: pensiamo alle mense scolastiche,  ospedaliere, delle aziende pubbliche e private… Sono tutti importanti segmenti di mercato per gli agricoltori. Non a caso, infatti, qualche anno fa, Coldiretti aveva promosso, con petizione popolare, una proposta di legge per la diffusione dei prodotti a km zero: proposta di legge il cui spirito, condiviso dal consiglio toscano, avrebbe dovuto essere recepito da un apposito strumento normativo, che ci auguriamo venga al più presto varato dalla Regione”.

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