16 Settembre 2020
FAUNA SELVATICA: COLDIRETTI TOSCANA, CON ULTIMO ATTO GIUNTA REGIONALE TOSCANA SBATTE PORTA IN FACCIA AD AGRICOLTORI

Serve voltare pagina in maniera radicale, dopo l’ultimo atto della Giunta regionale della Toscana che, nonostante i ripetuti appelli e la chiara presa di posizione del consiglio regionale, ha sbattuto la porta in faccia agli agricoltori sulla fauna selvatica per l’ennesima volta, disattendo impegni e promesse assunte. E’ quanto denuncia Coldiretti Toscana che auspica una sensibilità diversa e una chiara presa di posizione del nuovo Governo regionale che si profilerà dopo l’election day del 20 e 21 settembre prossimi.
“Evidentemente la Giunta regionale ha dimostrato fino all’ultimo giorno di restare sorda alle denunce di agricoltori e allevatori che hanno subito danni enormi dalle incursioni e dagli assalti divenuti quotidiani della fauna selvatica”, tuona Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.
“Bastava prendere esempio dalle altre Regioni – insiste il presidente Filippi - che si stanno muovendo nella direzione di autorizzare gli agricoltori proprietari o conduttori dei fondi vita natural durante a poter abbattere i cinghiali.
“Non possiamo più transigere, si dovrà passare con il nuovo Governo regionale senza indugi dalle parole ai fatti – incalza il presidente Filippi - con una delibera di Giunta completa del passaggio fondamentale che autorizzi gli agricoltori ad intervenire direttamente sui propri fondi per difendersi dai cinghiali e dai selvatici. Il patrimonio agroalimentare e zootecnico conservato nel tempo dalle oltre 40mila imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari, un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole”, conclude Filippi.
Una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone – aggiunge Coldiretti Toscana – con il rischio che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati – rileva Coldiretti Toscana - e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy agroalimentare. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità - conclude Coldiretti Toscana - in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale.

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