10 Giugno 2022
GUERRA: COLDIRETTI TOSCANA, BIRRA PIU’ AMARA CON RINCARI (+30%) E BIRRIFICI IN DIFFICOLTA’

Con la guerra in Ucraina e l’esplosione della spesa per energia e materie prime fanno un balzo del +30% i costi produzione dei 116 birrifici artigianali toscani che rischiano così di dover bloccare l’attività. È l’allarme lanciato da Coldiretti Toscana e Consorzio Birra Italiana sulla base dei dati raccolti fra le aziende del settore in riferimento agli effetti del conflitto scatenato dalla Russia con le speculazioni sui mercati mondiali dei prodotti agricoli.

Il caro energia e la mancanza di materia prime, si fanno sentire lungo tutta la filiera – spiegano Coldiretti Toscana e Consorzio Birra Italiana – insieme all’aumento di costi per imballaggi, bancali, contenitori di plastica, vetro, metallo, etichette e tappi. Rispetto al 2020 gli imballaggi hanno segnato un +45%, le bottiglie +30%, le lattine +10%, i tappi +22%, i fusti di plastica +23%, mentre – continuano Coldiretti e Consorzio - la bolletta energetica di un birrificio artigianale è lievitata del +180%. Una situazione alla quale si aggiunge la previsione di un calo del 16% della produzione mondiale di cereali necessari per la birra a causa del riscaldamento globale.

Il 2022 doveva segnare il ritorno alla normalità ma ha visto una brusca frenata dovuta all’inizio del conflitto sul territorio europeo dopo il -28% registrato nel 2021 e il -40% nel 2020 rispetto all’ultimo anno prima della pandemia Covid. A rischio – spiegano ancora Coldiretti Toscana e Consorzio Birra Italiana – c’è un comparto della birra artigianale che produce 55 milioni di litri prodotti ogni anno di cui circa un terzo arriva da aziende agricole che trasformano direttamente i prodotti agricoli per fare birra

La birra è diventata un’abitudine per 157 mila toscani che la consumano ogni giorno con una crescita in un anno del 7,5%. Il consumo pro capite nel nostro Paese è arrivato a 36,8 litri con i toscani ma la scelta della birra come bevanda – continuano Coldiretti e Consorzio – è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole con specialità altamente distintive e varietà particolari: dalla birra aromatizzata alla canapa a quella all’eucalipto, dalla birra al carciofo al marrone del Mugello IGP, dalla birra ai cereali e al pane Gran Prato, ai multicereali, al miele e alle erbe aromatiche.  Si tratta di realtà molto spesso realizzate da giovani che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che – continuano Coldiretti Toscana ed il Consorzio – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i “brewpub”, la prima filiera corta della birra nella piana di Lucca con la più grande coltivazione di luppolo d’Italia o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica di Coldiretti.

In questo scenario di incertezza creato prima dalla pandemia e adesso dalla guerra – evidenziano Coldiretti e Consorzio – è necessario continuare a sostenere i piccoli produttori di birra artigianale italiana, con la stabilizzazione del taglio delle accise approvato nell’ultima finanziaria. Qualora la riduzione delle accise non venisse prorogata – concludono Coldiretti e Consorzio birra – rischia un’intera filiera di alta qualità del Made in Italy con effetti sulla produzione, i posti di lavoro e sui consumi finali.

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