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30 Luglio 2009
La SCF ha iniziato a battere cassa

In alcune province la SCF (Società Consortile Fonografici che tutela gli artisti interpreti esecutori di brani musicali) ha iniziato a richiedere il pagamento dei compensi dovuti per le esecuzioni musicali e previsti da un’apposita legge, la n. 633/41 che regolamenta la protezione del diritto di autore.
In base alla norma, la comunicazione al pubblico dei fonogrammi, previsto dall’articolo 73 bis, è consentita solo previo pagamento di un equo compenso, comprensivo della quota per gli artisti interpreti esecutori. Non si tratta, come erroneamente si crede, di  un versamento alternativo al pagamento dei diritti Siae (che vanno a compensare gli autori),  ma aggiuntivo (che riguarda gli interpreti).
Terranostra ha stipulato con la SCF un accordo analogo a quello firmato con la SIAE, in virtù del quale ha ottenuto, per i propri soci, una riduzione del 15 per cento sui compensi dovuti.
 
Per le imprese agrituristiche che osservano l’apertura stagionale, gli importi richiesti sono i seguenti: 46,37 euro (anziché 58.08) fino a 30 posti letto; 58,36 (e non 69,64) per le strutture fino a 60 posti letto; 76,29 (invece di 89,76) per le aziende che superano i 60 posti letto. Per chi osserva un’apertura stagionale le cifre sono le seguenti: 34,56 fino a 30 posti letto, 40,85 fino a 60, 53,89 per le maxi strutture.

I compensi vanno corrisposti a SCF che ha sede a Milano in via Leone XIII n. 14 entro il 31 luglio

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