26 Giugno 2008
LATTE: SOLO ¼ VA AD ALLEVATORI, COOPCOLDIRETTI DANNO BATTAGLIA

Il fatto che solo un quarto del prezzo pagato dai consumatori per il latte fresco viene versato agli allevatori per remunerare il duro lavoro nelle stalle dimostra la presenza di evidenti distorsioni di mercato nel passaggio dalla stalla alla tavola che lo stesso antitrust ha denunciato. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che, dopo il presidio degli allevatori agli stabilimenti industriali, la battaglia del latte si allarga alle cooperative con quelle del coordinamento nazionale della Coldiretti che annunciano l'adesione alla battaglia per un giusto prezzo. La mancata copertura della maggiori spese - afferma la Coldiretti - rischia di provocare la chiusura delle stalle e di conseguenza di tutte le vere cooperative che utilizzano latte italiano. Se l'assedio degli allevatori della Coldiretti ha portato all'accordo con Italatte, la maggior industria del settore, che rappresenta i marchi Galbani, Invernizzi e Cademartori per un prezzo del latte alla stalla di 42 centesimi al litro, anche la cooperative del coordinamento della Coldiretti si impegnano a riconoscere un giusto prezzo alla stalla per il latte, di fronte all'insostenibile aumento dei costi di produzione. Il caseificio sociale Bagolino (Brescia) aderisce alla battaglia della Coldiretti per il riconoscimento di un giusto prezzo alla stalla per il latte tanto che sin dall'inizio della campagna di commercializzazione in corso liquida in acconto ai propri conferenti un prezzo di gran lunga superiore ai 42 centesimi di euro al litro che anche l a cooperativa Loghetto di San Pietro in Cerro, in provincia di Piacenza, si impegna a corrispondere un acconto di 0,42 euro al litro mentre l a Cooperativa San salvatore di Manfredonia a Foggia si impegna a corrispondere un acconto di 0.46 euro al litro e la cooperativa OP Zootecnia Jonica 0,44 euro al litro. E la cooperativa latteria sociale di Fondo (Trento) si impegna a corrispondere un prezzo di 0,49 al litro . Adesioni alla battaglia sono venute da tutte le Regioni: dal Piemonte con ad esempio da Cuneo le cooperative “Sweetmilk”, Il Casolare, Valle Josina e Produttori Alta Valle Grana in prima linea e da Novara l e cooperative agricole “Formazza”, “Morratone” e “Valle Vigezzo” fino al Veneto dove Latteria Soligo e Latterie Vicentine in un comunicato congiunto con la Coldiretti denunciano che le spese a carico degli allevatori zootecnici stanno mettendo le stalle in crisi e gli accordi dell'ultimo periodo sono il minimo vitale per sopravvivere ed evitare il rischio estinzione del latte nonchè il conseguente impoverimento dello storico patrimonio cooperativo del settore lattiero caseario. Garanzie per gli allevatori chiedono anche le cooperative del coordinamento Coldiretti del centro Italia come l'Aprozol della Provincia di Latina che associa la maggior parte (circa 450) delle aziende zootecniche bovine provinciali che si impegna nel suo ruolo di raccolta e commercializzazione del latte per conto dei soci a stipulare contratti coerenti.In Toscana la cooperativa Caplac Latte Sanginese si impegna a corrispondere un acconto di 0,43 Eruo come l'Associazione Produttori Latte Terre del Granducato. Impegni per non far chiudere le stalle sono venuti dall a cooperativa Farme Rossi di Frosinone e dalla cooperativa Flaminia di Forano (Rieti) che è disposta a corrispondere un acconto di almeno 0,42 euro piu' Iva. E infine, in Umbria, il Gruppo Grifo, che ha continuato a pagare 42 centesimi al litro di acconto sul prezzo del latte conferito ai soci anche per i mesi di aprile, maggio e giugno, conferma che intende continuare su questa linea.

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