29 Luglio 2022
L’INTERVISTA: FILIPPI A “TOSCANA OGGI”, CON INCENDI E CONDIZIONI METEO ESTREME COLTIVAZIONI A RISCHIO

L'intervista completa al Presidente regionale, Fabrizio Filippi del settimanale regionale Toscana Oggi.

Come sta incidendo la siccità sull'annata agraria? Il 90% del territorio regionale si trova in una situazione di siccità estrema. E siamo appena a luglio. Un altro mese con le stesse condizioni climatiche può provocare danni ancora più gravi così come a preoccuparci molto sono i repentini cambi climatici con gli eventi estremi che portano grandine e trombe d’aria sempre più frequenti. Oggi nelle nostre campagne, ma anche nelle nostre città, ci sono le condizioni climatiche e di stress idrico che di solito si registrano ad agosto. Non piove da settimane, da mesi in alcune aree, le temperature sono oltre le medie storiche: fattori che uniti a vere e proprie bombe di calore hanno purtroppo causato già una riduzione del 30% della produzione agricola tra minori rese e colture danneggiate. Il sole ha bruciato la frutta e gli ortaggi, la siccità ha dimezzato i raccolti dei cereali in un’annata dove c’era bisogno di produrre di più visto lo scenario di approvvigionamento globale e nelle stalle gli animali producono meno latte e crescono più lentamente. Da qui la nostra richiesta alla Regione Toscana di chiedere lo stato di emergenza idrica per tutta la regione mentre è già stato concesso un surplus di gasolio in regime agevolato per l’irrigazione di soccorso. Due azioni di cui dobbiamo dare atto di impegno e serietà alla Regione Toscana, al presidente Giani e al vice presidente, Saccardi sempre disponibili ed attenti. Tutto questo succede in un contesto di grandissima difficoltà dovuta agli effetti della guerra in Ucraina e delle speculazioni internazionali che ancora prima hanno fatto esplodere i costi delle aziende agricole: dal gasolio al concime. Più di un’azienda agricola su tre sta lavorando con bilanci in perdita. Una su dieci rischia di non superare questo tsunami.

Quanto incide l'aumento del costo del carburante sulla produzione di generi alimentari e, in definitiva, sul prezzo del prodotto al consumatore? Il gasolio è il carburante che fa muovere i mezzi agricoli, i nostri trattori, ed i mezzi di trasporto che riforniscono gli scaffali visto che l’85% della merce viaggia su gomma ma è alla base di molti processi produttivi. Ne siamo troppo dipendenti, così come lo siamo per il gas. Più che il gasolio è la congiuntura eccezionale di più elementi, non ultima la siccità, che ha fatto esplodere i costi di produzione e di conseguenza i prezzi dei prodotti alimentari e non alimentari. Il costo del gasolio ha costretto molti agricoltori a scelte difficile come ridurre la produzione, non seminare affatto e a coltivare in perdita. Se c’è una una categoria che in questa tempesta perfetta è stata massacrata sono le imprese agricole che, insieme ai consumatori, sono il primo ed ultimo anello della filiera dei consumi.

Quali prospettive di resa per i prodotti stagionali? I pomodori che si stanno raccogliendo sono più piccoli tagliando di fatto una bottiglia di conserva su dieci, ed iniziano a moltiplicarsi i segnali di cascola e di “scottatura” dei frutti sulle piante con una perdita stimata, se pur a macchia di leopardo, tra il 20% e 50%. Molto inferiore alle aspettative anche la raccolta di cereali, stimata in un 30% in meno e dei foraggi con una riduzione fino al 50% soprattutto nelle aree del Sud della Toscana. Questo significa che tra qualche mese gli allevatori dovranno comprarlo: altri costi che vanno ad aggiungersi a quel 57% in più di costi correnti che già sopportano. Il caldo asfissiante fiacca gli animali nelle stalle dove si registra una riduzione della produzione del latte del 20%, delle uova intorno al 10% e così delle fasi di accrescimento dei capi rispetto ai periodi normali. Sarà invece sicuramente anticipata la prossima vendemmia che al momento si presenta sotto le migliori aspettative. Per salvare il salvabile le aziende agricole che hanno i pozzi stanno attingendo da quelli con tutti i rischi per la salinizzazione per le zone di costa o di restare a secco nelle prossime settimane.

Questione incendi: cosa fare? sono una conseguenza nel 60% dei casi di azioni volontarie. Si dei piromani che esaltano una situazione di siccità estrema, di abbandono dei boschi, di spopolamento delle aree più marginali a causa della chiusura delle aziende agricole scoraggiate dalla calamità degli ungulati e di incuria e degrado. Laddove c’è la presenza dell’agricoltura gli effetti degli incendi sono meno rilevanti, l’incendio si controlla, e dove ci sono invasi si può intervenire con tempestività perché l’acqua è a portata di spegnimento. I cambiamenti climatici ci esporranno sempre di più anche a questi effetti collaterali. Ecco perché urge realizzare tanti piccoli invasi sul territorio, ad impatto zero, per raccogliere fino al 50% di acqua piovana in più per redistribuirla quando serve ma anche come infrastruttura anti-incendio. Dobbiamo prepararci ad affrontare queste situazioni.

Gl agriturismi come stanno? la stagione è partita molto bene. Le strutture si dirigono verso il sold-out. E’ ancora presto per dire se siamo ai livelli pre-Covid ma le prospettive ci sono tutte. Si rivedono i turisti stranieri, tanti, anche dall’America mentre gli italiani sono una conferma. La Toscana con 5.474 strutture agrituristiche è la regina del turismo rurale nel Bel Paese intercettando da sola un turista su cinque e con la più alta presenza di imprese femminile alla guida aziendale; 4.962 le strutture che offrono alloggio per oltre 85 mila posti letto, 1.880 ristorazione, 1.679 degustazione, 165 campeggio, 758 altre attività.

 

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