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18 Agosto 2022
MALTEMPO: DANNEGGIATE COLTIVAZIONI E STRUTTURE, 116 MILA FAMIGLIE VIVONO IN ZONA AD ALTO RISCHIO IDRAULICO

Pioggia, vento e grandine sulla siccità. La nuova ondata di maltempo si abbatte sull’agricoltura toscana. E’ allarme nelle campagne dove l’arrivo di temporali con pioggia, forti raffiche di vento e grandine ha provocato danni alle coltivazioni nei campi, ai vigneti, agli oliveti ma anche alle strutture con la pioggia che ha fatto franare anche i robusti muretti a secco. A fornire un monitoraggio dell’ondata di maltempo che da  ferragosto sta interessando la regione è Coldiretti Toscana che sta proseguendo la raccolta di segnalazioni di danni da parte delle imprese della zona di San Casciano, Greve in Chianti e Bagno a Ripoli ma anche sulla costa. Nel pomeriggio, secondo l'allerta gialla, è atteso un ulteriore peggioramento.

Una situazione che rischia di far salire il conto dei danni in una stagione in cui per effetto del clima anomalo con la siccità che ha danneggiato il 30% della produzione agricola regionale tra mancati raccolti, minori rese e prodotti non commercializzabili.

Secondo Coldiretti Toscana siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – spiega Coldiretti Toscana – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Nell’ultimo decennio – spiega Coldiretti Toscana – nel paese sono aumentati di ben 12 volte gli eventi estremi climatici in estate con un balzo di oltre il 1000% tra nubifragi, bombe d’acqua, tornado, tempeste di vento, grandinate e ondate di calore. 80 gli eventi estremi registrati tra il 2010 ed il 2021 in Toscana dove 113 mila famiglie vivono in un’area a pericolosità idraulica elevata secondo l’Ispra, 25 mila solo nella provincia di Firenze.

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