Non firmate quell’accordo! Coldiretti Toscana ribadisce la sua opposizione alla firma dell’accordo con i paesi del Mercosur senza reciprocità. Le stesse regole che devono rispettare gli agricoltori europei devono valere per i produttori che intendono vendere i loro prodotti in Europa: un principio che deve valere in ogni accordo e su ogni prodotto agricolo e agroalimentare importato, con il divieto di ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni nei nostri campi e nelle nostre stalle.
L’accordo Mercosur – denuncia Coldiretti Toscana - è un favore della Von der Leyen e dei suoi tecnocrati di Bruxelles ai grandi gruppi industriali multinazionali stranieri, a partire dalle aziende tedesche del settore chimico come Bayer e Basf, consentendo di esportare con maggiore facilità fitofarmaci vietati da tempo nell’Unione europea, i quali finirebbero per rientrare nei piatti dei consumatori proprio attraverso le importazioni agevolate dall’accordo.
Coldiretti Toscana sottolineano che non è sufficiente l’aumento dei controlli in frontiera proposto ieri dalla Commissione europea, ricordando che oggi i controlli si fermano in media a circa il 3% delle merci in ingresso e l'aumento del 33% proposto li farebbe passare a circa il 4%, con evidenti rischi per la tutela della salute dei cittadini consumatori e per il rispetto delle regole di produzione imposte agli agricoltori europei.
Per questo Coldiretti Toscana insieme a Filiera Italia rilanciano la necessità di riconoscere a Roma, già candidata dal Governo italiano, la sede dell’Autorità doganale europea, considerando che l’Italia detiene il primato europeo della sicurezza alimentare. Alla luce di tali criticità, le due organizzazioni rilanciano la richiesta al Governo italiano di prevedere fin da subito controlli al 100% degli alimenti provenienti dal Mercosur e da aree a rischio, al fine di garantire la piena tutela della salute dei cittadini e condizioni di reciprocità regolatoria rispetto agli standard europei.
Serve inoltre un deciso passo avanti sul fronte della trasparenza, a partire dall’obbligo di etichettatura con indicazione chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire ai cittadini scelte consapevoli e difendere il vero Made in Italy. In quest'ottica, Coldiretti Toscana e Filiera Italia chiedono anche l’abolizione della regola sull’origine basata sull’ultima trasformazione, l’inganno intollerabile consentito oggi dal codice doganale, che consente di far diventare “italiani” prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza, confondendo i cittadini consumatori e favorendo pratiche che danneggiano le nostre filiere.
Coldiretti Toscana continuerà con i propri soci e le bandiere gialle nelle forti azioni di mobilitazione e presidio di porti, frontiere e valichi come fatto contro gli ingressi al Brennero di carne, prosciutti e ortofrutta, con il pomodoro cinese a Salerno, con l’olio a Civitavecchia o il grano a Manfredonia.