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1 Aprile 2026
PREZZI: GUERRA COSTA AD AGRICOLTORI TOSCANI GIA’ 130 MILIONI EURO, SERVONO MISURE URGENTI DALL’EUROPA

L’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo per conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese. Sono alcune delle stime su questo primo mese di conflitto del Centro Studi Divulga e per cui Coldiretti, in occasione della mobilitazione al Pala BigMat di Firenze, chiede misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi. Alla Ue gli agricoltori sollecitano un segnale forte rispetto a un atteggiamento che sino ad oggi ha visto la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e alcuni commissari scaricare di fatto sui singoli Paesi il compito di affrontare una crisi che rischia di mettere in ginocchio interi comparti produttivi. L'Europa deve dimostrare – sottolinea Coldiretti - di esistere economicamente e soprattutto politicamente.

Assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo, al ministro Lollobrigida e al presidente di Coldiretti Toscana Letizia Cesani, oltre 4mila agricoltori si sono riuniti per affrontare i temi che vanno dalla situazione geopolitica ai danni causati dal codice doganale e dalla mancanza di un’etichetta europea trasparente.  Per l’occasione è stata allestita un’esposizione sulle eccellenze del Made in Italy messe a rischio dalle tensioni geopolitiche con i settori più colpiti.

In un mese di guerra i costi per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono balzate mediamente di almeno 65-80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti incidendo sull’alimentazione del bestiame. Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino. I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con scoppio della guerra in Ucraina. Su anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%). Sono “esplosi” anche i prezzi del gasolio agricolo passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Uno scandalo che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. Aumenti di energia e trasporti rischiano di ridurre i margini delle imprese agricole e trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, considerato che l’88% dei cibi viaggia su gomma. In tale ottica è importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, la Politica agricola comune che il Governo, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti è riusciti a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione Ue. Ma con la crisi che rischia di aggravarsi è necessario mettere in campo urgenti misure di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più complesse e a prezzo di grandi sacrifici

In Toscana, ha calcolato Coldiretti, l'impatto della guerra è già costato 130 milioni di euro di costi in più alle imprese agricole. "Abbiamo stimato che sono circa 130 milioni i danni derivanti dalla guerra per le aziende agricole toscane, che da un lato vuol dire aumento dei costi di produzione, penso ai carburanti, penso ai fertilizzanti, ma penso anche alla mancanza di mercati per settori come il florovivaismo che già hanno visto annullare commesse e container fermi ai porti. - ha spiegato Letizia Cesani, presidente diColdiretti Toscana, parlando coi giornalisti a margine dell'assemblea dell'associazione oggi a Firenze".

In Europa, ha ricordato Cesani, "ci siamo mobilitati ormai da mesi andando a Strasburgo, andando a Bruxelles proprio a chiedere l'annullamento del Fondo Unico e che si potessero recuperare delle risorse. Grazie a questa mobilitazione forte e permanente siamo riusciti per la Toscana a recuperare oltre 500 milioni di euro. Sono 35.000 le aziende che beneficiano dei contributi della Pac in un momento in cui i costi di produzione, di stabilità geopolitica creano davvero dei problemi importantissimi per le nostre imprese: è una boccata d'ossigeno alla quale non possiamo rinunciare".

 

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