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13 Ottobre 2022
STRANIERI: CAPORALATO E SFRUTTAMENTO IN AGRICOLTURA IN TOSCANA, COLDIRETTI CAPO FILA PROGETTO DEMETRA PER PROMUOVERE LAVORO REGOLARE ED ETICO

Demetra, nella mitologia greca, è la Madre Terra. E’ la dea della terra produttrice, che presiede l'agricoltura, vigila il sereno lavoro degli uomini, lo aiuta e lo rende più facile con i suoi insegnamenti. Nell’epoca moderna, Demetra ispira il più importante progetto di conoscenza, ricerca sociale e partenariato tra pubblico e privato per prevenire il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura in Toscana promuovendo condizioni di regolarità attraverso la formazione dei soggetti extracomunitari a rischio tratta ed il loro reinserimento lavorativo nelle aziende agricole regionali. Sono 277 i soggetti extracomunitari, vittime o potenziali vittime di sfruttamento nel settore primario che sono stati individuati nel corso del 2021 dal privato sociale – ma sono oltre 2.000 quelli entrati in contatto - tramite l’attività delle unità di strada e la rete di contatti ed accompagnati verso un percorso di informazione e formazione indispensabile per accedere al mercato che potrà aprirgli le porte del lavoro regolare e di una vera integrazione sociale. Lo strumento per farli incontrare con circa 600 imprese agricole coinvolte dalla fase di divulgazione del progetto sarà il portale Job in Country di Coldiretti.

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Coordinato da Coldiretti Toscana, capo fila del partenariato di cui fanno parte Azienda Usl Toscana Nord – Ovest – Zona Versilia, Satis (Sistema Toscano Antitratta), Università degli Studi di Siena, Cooperativa Sociale Arnera, Cat. Cooperativa Firenze, Arci Comitato Provinciale Siena, Scuola Superiore S. Anna, ASGI - Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, Associazione Dentro l’Orizzonte Giovanile D.O.G, Associazione Progetto Arcobaleno Onlus, Diocesi di Pistoia, Gruppo Giovani e Comunità CE.I.S, Sarah Società Cooperativa Sociale Onlus e Provincia di Siena, Demetra è finanziato nell’ambito dell’Obiettivo specifico 2.Integrazione / Migrazione legale, Interventi di integrazione socio-lavorativa per prevenire e contrastare il caporalato – Autorità Delegata del Ministero dell’Interno. Il progetto è stato presentato questa mattina, giovedì 13 ottobre, nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria) a Firenze (FI). Alla presentazione, patrocinata dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, hanno partecipato FABRIZIO FILIPPI (Presidente Coldiretti Toscana), EUGENIO GIANI (Presidente Regione Toscana), ALESSANDRA NARDINI (Assessora al Lavoro), ROBERTO SCALACCI (Direttore Generale Assessorato Agricoltura), ALESSANDRO CAMPANI (Sistema antitratta Toscana), STEFANO CARBONI (Referente Partenariato Privato Sociale), FABIO BERTI (Università degli Studi di Siena),
FRANCESCO GIANFROTTA (Osservatorio Agromafie) DANIELE TAFFON(Fondazione Campagna Amica), TATIANA ESPOSITO (Dirigente Generale Immigrazione Ministero del Lavoro), ROMANO MAGRINI (Capo Area Relazioni Sindacali Coldiretti), ANGELO CORSETTI (Direttore Coldiretti Toscana) e CLAUDIA FEDI (Coordinatore Cabina Regia Progetto).

Obiettivo generale del progetto, che giunge ora nella sua fase divulgativa, è quello di contrastare il lavoro irregolare ed il caporalato partendo prima di tutto da una fase di studio, analisi e ricerca che ne definisca i reali contorni e le dimensioni a livello regionale per passare contemporaneamente all’azione avvalendosi della consolidata esperienza della rete regionale antitratta SATIS e del radicamento territoriale di Coldiretti e degli enti pubblici, del privato sociale, delle associazioni coinvolte e delle imprese agricole.

“Per Coldiretti difendere l'immagine del Made in Italy è da sempre un asset centrale, segno tangibile della piena assunzione di responsabilità che va oltre i confini del mondo agricolo. E' la rappresentazione plastica dell'assunzione di responsabilità di Coldiretti versi i cittadini consumatori, per la tutela dei territori e delle loro economie. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – E’ necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, percorrendo insieme ai lavoratori l'unica strada possibile della crescita, tenendo conto dello scenario europeo. Le nostre imprese sono spesso penalizzate dai costi di burocrazia e lavoro, con una tassazione sul lavoro stagionale più alta che in Paesi come Francia e Spagna. Occorre rafforzare la catena della legalità in agricoltura, minacciata e indebolita dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all'industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi. Questo bando – spiega il Presidente di Coldiretti Toscana - ci ha consentito di collaborare con i partner privati del sociale per dare la possibilità a chi è a rischio sfruttamento di avere un'opportunità, ma vedrete che anche le imprese potranno sfruttare questa opportunità potendo incrociare una richiesta di lavoro che ha un livello di formazione utile proprio al primo approccio con il mondo del lavoro che spesso manca. Certo è un tema delicato, su cui dobbiamo porre la massima attenzione e che gli studi dell'Università di Siena, dell'Osservatorio Agromafie e Campagna Amica ci faranno conoscere meglio. Siamo qui per parlare di opportunità, della ricaduta di un progetto che grazie ad un lavoro faticoso e puntuale farà si che persone ieri a rischio tratta oggi possano incrociarsi con le imprese agricole all'interno di un sistema riconosciuto e autorizzato dal Ministero. Coldiretti, la più grande organizzazione di rappresentanza del mondo agricolo, non ha avuto paura di confrontarsi e costruire un percorso incentrato sulla legalità, con partner sul territorio che potranno confermare l'assoluta trasparenza nelle attività poste in essere per arrivare a questo risultato”.

Un fenomeno, quello del caporalato, che già il “Quinto rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana” della Regione Toscana, risalente al 2020, aveva iniziato a scandagliare posizionando la regione al secondo posto per prevalenza di lavoratori e lavoratrici vittime dell’articolo 630bis, in pratica il caporalato. Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare sui dati INL del 2020 sono state 209 le persone vittime di caporalato, di cui il 68% in agricoltura mentre l’incidenza dei lavoratori in nero è molto superiore nelle attività manifatturiere e nella ristorazione.

Sono cinque le azioni previste dal progetto Fami Demetra: la ricerca sociale e giuridica con l’elaborazione di studi e la selezione delle oltre 600 aziende agricole che parteciperanno alla fase di divulgazione, le azioni di emersione e contrasto mediante l’attivazione di unità mobili sui diversi territori con funzione di osservazione e comprensione del fenomeno e l’avvio di un supporto legale finalizzato all’analisi dei casi relativi alle persone identificate come “utenti” che si trovino in condizioni di difficoltà relativamente al permesso di soggiorno. Ed ancora, l’analisi della situazione aziendale
con relativo studio di mercato sulla domanda di manodopera nel settore primario nel territorio della Toscana per concludere con la valutazione degli esiti delle pratiche di agricoltura sociale sviluppate nel progetto per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.

“Siamo convinti che l'agroalimentare italiano sia oggi più che mai il volano per uscire dalla crisi. – conclude il Presidente di Coldiretti Toscana - Per questo abbiamo lavorato per la tutela di tutti, giusta la legge sul caporalato se affiancata ad una legge sulle pratiche sleali. A questo abbiamo lavorato e questo abbiamo ottenuto perché è sotto gli occhi di tutti che oggi esiste un caporalato bianco ai danni delle imprese agricole che abbiamo combattuto e dovremo continuare a combattere con l'azzeramento delle aste al doppio ribasso o delle offerte 2X3, passando attraverso il rispetto dei contratti e di prezzi equi mai al di sotto dei costi di produzione. Un insieme di persone, di lavoratrici e lavoratori, di imprenditori che fanno del nostro sistema Paese una forza unica capace di garantire etica, salute e qualità”.

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