24 Marzo 2022
UCRAINA: DOPO DECRETO SALVA FILIERE E AGRISOLARE SU TETTI IN ARRIVO RISTORI PER IMPRESE E PESCHERECCI IN DIFFICOLTA’, VIA LIBERA A PIU’ TERRENI DA COLTIVARE IN TOSCANA

Dopo il decreto Salva Filiere da 1,2 miliardi per investimenti nelle filiere Made in Italy, dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura e 1,5 miliardi di finanziamenti per l’agri-solare sui tetti di stalle e cascine senza il consumo di suolo, in arrivo i ristori per le imprese agricole e della pesca.

Sono i risultati della mobilitazione di Coldiretti Toscana e del costante e confronto con il Governo per scongiurare il default delle imprese agricole e della pesca in grandissima difficoltà a causa dell’impennata senza precedenti dei costi energetici, delle materie prime e dei concimi aggravata dal conflitto in Ucraina. “In una situazione in cui una azienda agricola su tre è costretta a tagliare i raccolti o a razionare il cibo a mucche, asini e polli – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana - le misure adottate sono importanti per invertire la rotta e non far chiudere le aziende agricole e gli allevamenti sopravvissuti. Abbiamo portato il livello della mobilitazione e del dialogo dalle piazze ai tavoli istituzionali regionali e nazionali per condurre le imprese agricole fuori dalle sabbie mobili fornendogli le basi, penso al decreto Salva Filiere, alla legge contro le pratiche sleali e all’agrisolare, per riprogrammare un futuro più equo nella distribuzione del valore lungo la filiera e sostenibile con la produzione di energia pulita. Le recenti misure varate il 18 marzo dal Consiglio dei Ministri, che Coldiretti ha fortemente richiesto, servono a garantire la sopravvivenza delle aziende con la liquidità, la riduzione dei costi energetici ma anche con aiuti diretti per le filiere più in sofferenza senza dimenticare la necessità di affrontare le difficoltà determinante dalla carenza del 40% dei fertilizzanti necessari per garantire la produttività dei terreni”.

Dall’inizio del conflitto si è verificato un balzo medio di almeno 1/3 dei costi produzione dell’agricoltura a causa degli effetti diretti ed indiretti delle quotazioni energetiche con valori record per alcuni prodotti: dal +170% dei concimi, al +80% dell’energia e al +50% dei mangimi, che stanno duramente colpendo le aziende costrette a vendere sotto i costi di produzione. Il decreto riconosce alle imprese del settore un credito d'imposta  del 20% sulla spesa per i carburanti utilizzati nel primo trimestre di questo anno. La misura è finalizzata a compensare i maggiori oneri. Il credito di imposta è cumulabile con altre agevolazioni. Le aziende beneficiarie  possono cedere il credito ad altri soggetti compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari e alle  imprese di assicurazione.

Sono stanziati inoltre 35 milioni per rafforzare il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura. Un'altra disposizione importante fortemente sostenuta dalla Coldiretti è la sostituzione dei fertilizzanti chimici con il digestato ottenuto  dalla digestione anaerobica di sostanze e materiali da soli o in miscela. Caratteristiche e modalità saranno definite con  decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro della transizione ecologica.​ Ed ancora lo sblocco dei pagamenti di Agea per 86 milioni di euro per aiuti agli allevatori. Via anche alla rinegoziazione dei mutui agrari e garanzia Ismea.  Il provvedimento varato dal Governo prevede che le esposizioni in essere concesse dalle banche e dagli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito, potranno essere rinegoziate e ristrutturate per un periodo di rimborso fino a 25 anni. Le operazioni di rinegoziazione e ristrutturazione potranno essere assistite dalla garanzia gratuita fornita dall’Ismea. ​

Coldiretti Toscana si è già spinta oltre nel chiedere, ed ottenere dall’Unione Europea di mettere a coltura altri 60 mila ettari di terreno a riposo in tutta la regione per contribuire a rendere l’Italia e l’Europa più autosufficiente dal punto di vista degli approvvigionamenti di cibo in un momento di grandi turbolenze ma garantendo però elevanti standard di sicurezza alimentare sia nella produzione interna che in quella importata a garanzia delle imprese e dei consumatori europei.

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