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30 Settembre 2011
ZOOTECNIA: LA “NUOVA” ASSOCIAZIONE REGIONALE ALLEVATORI

Presentato questa mattina a Firenze il piano di riorganizzazione e ristrutturazione dell’Associazione Regionale Allevatori.
Tre gli assi del progetto: consolidamento delle attività istituzionali, nuovi e moderni servizi e accordi di filiera.
Il progetto sostenuto dalle organizzazioni agricole e dalla Regione Toscana.
Anche il Direttore dell’Aia Paolo Scrocchi alla presentazione.

Ok al modello di riassetto organizzativo dell’Associazione Regionale Allevatori della Toscana. Tre gli assi attorno a cui sarà sviluppato il nuovo e moderno sistema regionale degli allevatori che dovrà guidare nel futuro la zootecnia toscana: il consolidamento delle attività istituzionali che da sempre ne contraddistinguono l’operato giustificandone la fondamentale presenza sul territorio, il rilancio attraverso un pacchetto di nuovi servizi e consulenze tecniche sempre più specifiche nel segno della tecnologia e della scienza, e la partecipazione diretta all’interno degli accordi di filiera con la stipula di intese e rapporti, per esempio, con la grande distribuzione organizzata.
Sono a grandi linee i principali aspetti del progetto di riorganizzazione e ristrutturazione presentato questa mattina a Firenze dai vertici regionali dell’Associazione Allevatori alla presenza del Direttore dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA), Paolo Scrocchi, dell’Assessore Regionale all’Agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori e ai rappresentanti delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura). Un progetto che ha l’ambizioso obiettivo non solo di garantire un futuro ad un’associazione il cui ruolo è strategico oltre che per il mondo della zootecnia attraverso la tutela ed il miglioramento del patrimonio genetico - vedi la tenuta del registro genealogico - per tutto il sistema agricoltura.
“Non solo tagli, prima di tutto progetti ha spiegato Roberto Nocentini, Presidente Ara -presentando il documento che “abbina un piano di snellimento economico e finanziario, per altro già attivato preventivamente, e con buoni risultati, nel 2010, ad una solida progettualità a cui il sistema necessariamente deve andare incontro per garantire alla base associativa servizi di qualità e moderni, assistenza tecnica adeguata alla tipologia di animale, e una presenza costante sul territorio”. Il piano mette in previsione anche l’adozione della genomica per il riconoscimento dei capi ed una maggiore collaborazione con la Regione Toscana e con il panorama associativo.
Un progetto, quello toscano, valutato positivamente dal Direttore dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA), Paolo Scrocchi che ne ha condiviso impostazione e modello anche alla luce di un riassetto generale del settore che “deve partire dalle associazioni regionali e dalle associazioni di razza”: “Stiamo assistendo ad un riassetto, e quindi, un conseguente rilancio che parte dal livello regionale. E questo è un dato di fatto molto positivo che deve essere di stimolo per tutto il sistema”. Il percorso dell’Ara è stato “condiviso e sostenuto” dalle organizzazioni agricole regionali (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) che hanno partecipato alla presentazione con i loro rispettivi Presidenti dimostrando apprezzamenti per il piano di rilancio, e dell’Assessore Regionale, Gianni Salvadori che ha rimarcato “la volontà di accompagnare l’Ara nel percorso di riorganizzazione: “La Regione Toscana - ha sottolineato Salvadori – osserva con interesse e con rigore le scelte e le azioni che l’Associazione Regionale intende portare avanti oggi”. Salvadori ha auspicato un maggiore dialogo tra Regione e Ara anche alla luce della necessità di applicare un sistema di semplificazioni nelle stalle, oggi evidente deterrente per tanti giovani che intendo intraprendere la carriera dell’allevatore. “La Regione Toscana – ha conclude – seguirà con molta attenzione il percorso di riordino dell’Ara”.

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